Alla scoperta di Vitorchiano, piccolo borgo italiano

Articolo realizzato per Astrambiente http://www.astrambiente.com (Presidente Adriana Bisirri, Direttrice SSML Gregorio VII), a cura di Federica Lupidi.

Oggi voglio parlarvi del mio paese, quello in cui sono cresciuta e in cui, nonostante io ormai sia spesso fuori per gli studi, torno sempre quando ho voglia di “sentirmi a casa”. Il mio paese sorge su una collina dell’Alto Lazio e si chiama VITORCHIANO.

LA STORIA

Vitorchiano trae il suo nome da Vicus Orclanus, quindi il paese nel nome rivelerebbe una presunta dipendenza dal centro di Norchia (o Orcla) presso Vetralla, e proprio Norchia sarebbe un luogo sacro alla dea etrusca Norzia. Paese di origine etrusca, castrum romano e poi centro urbano fortificato nella parte più meridionale della “Tuscia Longobardorum”, Vitorchiano vanta una storia secolare influenzata a lungo dalla politica espansionistica della vicina e potente Viterbo. Quando nel 1199 Vitorchiano si dichiarò libera da ogni legame con Viterbo, il borgo fu assediato dalle milizie Viterbese contro le quali fu invocato l’aiuto di Roma. Nel 1201, Vitorchiano fu liberato dall’assedio e divenne feudo di Roma. Ma i contrasti tra Roma e Viterbo continuarono per tutta la metà del duecento. Nel 1232 i Viterbesi si impadronirono del paese e lo devastarono. L’Annibaldi fortificò il borgo con nuove mura che resero Vitorchiano praticamente imprendibile, i Vitorchianesi però non sopportarono il suo governo. Dopo aver inutilmente supplicato Roma di liberarli, nel 1267 provvidero a proprie spese e fecero atto solenne e formale di sottomissione a Roma.

Stemma Vitorchiano

Il Senato Romano a questa notizia nominò Vitorchiano “Terra Fedelissima all’Urbe”, le riconobbe ampie esenzioni fiscali, le consentì di aggiungere al proprio stemma la sigla S.P.Q.R., di fregiarsi della Lupa Capitolina e di usare il motto “Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum”; cioè “Vitorchiano, castello e parte di Roma”. Il privilegio più importante fu rappresentato dall’onore di fornire gli uomini per la guardia capitolina. Essi furono denominati “Fedeli di Vitorchiano”. Questo privilegio è stato costantemente esercitato da Vitorchiano dal 1267 fino ai nostri giorni. Ancora oggi è possibile ammirare la Guardia del Campidoglio nei costumi che, secondo la tradizione, furono disegnati da Michelangelo Buonarroti, nelle manifestazioni ufficiali del comune di Roma.
Stemma

 

IL TERRITORIO

 Vitorchiano, tra i borghi più belli d’Italia (Borgo Bandiera Arancione), ha un centro storico tra i meglio conservati della provincia di Viterbo.

Vitorchiano

Il borgo di Vitorchiano si trova a 285 m s.l.m., ai piedi dei Monti Cimini e a circa 80 km da Roma. Le sue origini sono etrusche, fu avamposto romano, territorio longobardo e già intorno all’anno mille si presentava già nella forma in cui possiamo ammirarlo oggi: borgo arroccato sul una rupe di tufi e cinto da mura merlate e torri. Vicoli, piazzette, fontane e fontanili, belvedere, balconi e pianerottoli fioriti, chiese, palazzi antichi creano un fascino particolare.

Mura di VitorchianoFontafa a fusoScorcio

Vitorchiano, terra fedele a Roma, è l’unico paese al mondo che ha potuto fregiarsi del titolo di “SPQR” ed è facile trovare, camminando nel centro storico, il titolo “SPQR”, in memoria del patto di amicizia rimasto forte nei secoli.”.

SPQR

Visitando il centro storico è importante vedere scorci pittoreschi; la chiesa della SS. Trinità; Piazza Roma, dove si affacciano il Palazzo Comunale, la Torre dell’Orologio, la chiesetta di Sant’Antonio Abate, che conserva i crocefissi per la processione di San Michele Arcangelo; Porta Tiberina; Porta Madonna della Neve; la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, il Palazzo del Vescovo, la Casa della Strega e la Casa di Santa Rosa, in via Santa Rosa; i vari punti di belvedere da cui ammirare la valle del fiume Vezza.

Processione S.Michele

LA LEGGENDA DI MARZO

 La tradizione orale tramanda il racconto di un pastore, chiamato Marzio, che partì a piedi da Vitorchiano per avvisare Roma che gli Etruschi si preparavano ad attaccare il Campidoglio. Nel tragitto gli si conficcò una spina nel piede, ma per l’urgenza del pericolo continuò la sua corsa e non si fermò nemmeno per toglierla. Marzio riuscì nel suo intento e morì subito dopo aver avvertito il Senato Romano.

Statua Marzio Lo Spinario

Tutt’oggi il mito di Marzio viene tramandato di generazione in generazione e camminando nel borgo di Vitorchiano è possibile notare la statua in peperino raffigurante il giovane pastore.

IL MOAI

 Vitorchiano è uno dei pochissimi posti al mondo ad avere il privilegio di ospitare un Moai, ovvero una statua scavata nel tufo vulcanico e creata dagli indigeni dell’Isola di Pasqua.

Vista la grande quantità di tufo vulcanico presente a Vitorchiano, è stato possibile creare un gemellaggio tra il paese e l’Isola di Pasqua e così, nel 1987, undici indigeni maori decisero di riprodurre proprio a Vitorchiano una delle statue simbolo della loro cultura. La struttura è alta circa 6 metri e pesa 30 tonnellate.

Moai

 LE FESTE

 Carnevale Vitorchianese (gennaio- febbraio):

Sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati organizzati dall’associazione Carnevale Vitorchianese.

San Michele Arcangelo (8 maggio):

Ogni anno in occasione della festa del Santo Patrono di Vitorchiano San Michele Arcangelo, il paese si prepara a questo grande evento in cui tradizione, folklore, divertimento si incontrano per una settimana per rendere onore al santo che sconfisse il drago. È la festa più importante del paese e ciò che la contraddistingue dalle altre feste è la partecipazione dell’intero paese alla processione e poi la “Poggiata”, una sorta di pic-nic nei prati circostanti il Santuario di San Michele Arcangelo.

Chiesa S.Michele

La festa viene organizzata da un gruppo di persone chiamati “Festaroli”, estratti a sorte, che cureranno per tutto l’anno l’organizzazione dei festeggiamenti.

Statua S.Michele

Solennità del Corpus Domini (mese di Giugno):

Processione nel centro storico con il SS. Sacramento e suggestiva infiorata lungo le vie.

Notte Rosa (fine giugno):

Serata ricca di eventi culturali e folcloristici; mostre e stand gastronomici all’interno del centro storico fino all’alba, per l’occasione tutto addobbato di rosa.

Manifesto Notte Rosa

“Sagra del cavatello”:

Cena in piazza con i tradizionali cavatelli, piatto tipico di Vitorchiano da sempre preparato dalle donne del paese. I cavatelli sono un tipo di pasta preparata con acqua e farina, ma ciò che contraddistingue questo piatto è il condimento con sugo al pomodoro e finocchio.

Manifesto Sagra del Cavatello       Cavatelli

 DOVE MANGIARE

  •  Ristorante, pizzeria “Nando al Pallone”, strada Ortana Km 7,6
  • Ristorante pizzeria “La Gramignana”, strada Ortana, 12
  • Ristorante “Villa San Michele”, via de La Quercia, 15/B
  • Ristorante “Il Giardino”, via delle Primule, 11/A
  • Ristorante, pizzeria “La Lanterna”, via Aquilanti, 1/B
  • “La Fraschetta di Jack”, via Borgo Cavour, 23
  • Ristorante “Zafferano”, via Borgo Cavour, 19
  • Pizzeria, braceria “La Grotticella”, via Arringa, 8

 DOVE DORMIRE

  •  County House Chiara Luna, via Sodarella
  • County House Villa Arzilla, Strada Poggio Vezza 1
  • La dimora di Vitorchiano, via Ortana, 19
  • Hotel Canestro, Luxury&Wellness, via Sorianese, 3
  • Villa Lavinia, strada Poggio Pasquale, 15
  • La Peonia B&B, via Monte Grappa, 7
  • La Gioia dei Sensi B&B, strada dei Galli, 29
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